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Il torneo di Pesaro è dei Baskings

Il torneo dell’anno è finalmente arrivato. Pesaro! Per il quarto anno consecutivo siamo presenti al torneo più bello di tutta l’estate, ma che dico, di tutto l’anno! E quest’anno si contano addirittura 21 squadre partecipanti, con anche tanti nomi illustri del panorama Baskiniano. E dopo aver collezionato in bacheca, nell’ordine: un terzo posto, un primo posto, e l’anno scorso un secondo posto, non si può che ambire alla coppa anche quest’anno, per Lena!

Ed anche in questa edizione i complimenti prima che ai nostri ragazzi e agli avversari vanno alla Booom Baskin Pesaro per l’organizzazione sempre davvero impeccabile, che purtroppo quest’anno non è riuscita a raggiungere la finale del torneo come di consueto a causa di un piccolo inciampo nel girone. Baskings invece che si presentano con ben 30 persone all’attivo, record rispetto agli anni precedenti, e un gruppo mai come questa volta così eterogeneo e incredibilmente divertente.

Nella prima partita del girone i Baskings incontrano subito la squadra di Napoli, orgogliosa rappresentante del nostro movimento nel sud Italia. La partita si gioca sotto un sole cocente sul bellissimo e mai calcato campo della Chiesa del Porto. I nostri ragazzi nonostante il sudore che finisce spesso e volentieri per annebbiare la vista, si trovano appunto ad occhi chiusi e dimostrano di essere venuti al mare, ma non solo per farsi una vacanza. Il girone in sé si rivelerà un ottima occasione per far fare della gamba a chi ancora è alle prime armi!

L’ultima partita del girone vede i reggiani contrapposti a una delle due squadre con cui Bollate partecipa al torneo, sul famigerato campo del Basket Giovane. Campo tanto iconico quanto caro ai nostri e sul quale sperano di poter giocare ancora, domenica mattina. Nonostante lo spirito stupendo dei Verdi, i BiancoBlu anche in questa occasione non lasciano tanto al caso, ma anzi mettono in scena una gran prestazione di squadra che vede più volte i ruoli 3 e 4 ad impostare da protagonisti. Aspetto sul quale si sta lavorando molto in palestra e che mai come quest’anno ha dato soddisfacenti frutti.

Grazie alle due vittorie convincenti nel girone contro Napoli e Bollate i Reggio Emilia Baskings passano ai quarti di finale come prima squadra classificata e sfidano quindi la miglior seconda di tutto il torneo. E il destino beffardo vuole che siano ancora una volta gli amici-nemici di West River. Neanche a dirlo, due squadre che si conoscono alla perfezione l’un con l’altra, e che quest’anno si sono già incontrate in nientemeno che la finale regionale Emilia Romagna giocata proprio in quel di Calderara.

Una partita che nella fossa del Cristo Re è forse ancora più accesa e infuocata rispetto alla così recente finale di campionato. Infatti fin dal primo minuto le squadre si scambiano canestri affidandosi molto ai rispettivi Pivot, scortati in stile moto GP da delle ombrelline di due metri con tanto di barba. Molto bello vedere anche che in entrambe le squadre c’è spazio per far esordire nuovi atleti che durante il campionato non erano scesi in campo, sintomo inequivocabile che il lavoro fatto in palestra è di un certo livello.

La partita è l’ennesimo episodio di una serie di sfide che mettono sempre, una volta dopo l’altra, alla prova i BiancoBlu. La sfida si gioca fra azioni di furbizia ed esperienza da parte dei ruoli 3, canestri e portaggi rubati dei ruoli 4, e incursioni fulminee al ferro dei ruoli 5. Dopo due quarti punto a punto, nel terzo periodo i reggiani riescono a dare un piccolo break, e da quel momento non si fermano più. Ingranano la marcia e sgasano fino al fischio finale la partita, conquistando di diritto la semifinale.

Baskings che dopo una mattinata sudata e bagnata sul campo, si concedono un po’ di altrettanto bagnato e meritato relax fra mare e piscina, in attesa di scoprire chi sarà la loro prossima avversaria nella semifinale del torneo. Intanto dall’altra parte del tabellone, una Altopascio scatenata, autrice nel girone dell’eliminazione della padrona di casa, riesce ad avere la meglio anche con Bagnatica e ad andare in semifinale con gli Spartani di Opera uscenti, come in campionato, da un Derby tutto loro.

Un gruppo vero quello reggiano, che sa volersi bene dentro e fuori dal campo, che è cresciuto insieme e che per questo è in grado di sormontare ogni difficoltà con decisione e unione. Una squadra vera, dove ogni urlo e critica è fatta perché pienamente consapevoli di cosa si possa dare in campo e del potenziale di ognuno dei ragazzi che vestono la nostra maglia BaincoBlu sempre con grande orgoglio. Una famiglia, perché questo siamo e saremo sempre, nonostante tutto e tutti.

Semifinale che vede un ultimo grande ostacolo fra i Baskings e la conquista della tanto ambita partita della domenica mattina alle 11:00 al Basket Giovane in riva al mare. A frapporsi fra i nostri ragazzi e la finale, una squadra che anche agli ultimi campionati nazionali ha dimostrato quanto vale arrivando quarta e che in questo stesso torneo è arrivata fino a qui battendo la corazzata di Baskin Bergamo ai quarti, ovvero Isola Vicentina.

Sul sentiero per il successo c’è quindi sdraiato un grande orso dormiente che ostruisce il passaggio, riusciranno i nostri coraggiosi eroi a svegliare lo Snorlax e a proseguire sul loro percorso? La risposta è sì, la sinfonia con cui giocano i BiancoBlu è talmente armoniosa e intonata che assomiglia a quella del pokeflauto e nel corso della partita non solo sveglierà l’orso ma la costringerà a tornare alla sua tana con un bel boccale di birra fra le zampe.

Bears che dal canto loro arrivano sicuramente agguerriti alla partita, con il vivo ricordo della finale persa in Francia e pronti a reclamare vendetta. Tuttavia i Reggio Emilia Baskings non si fanno intimidire dal grande orso Bruno vicentino, e al contrario sfoderano a loro volta gli artigli e mettono in piedi un inizio partita da manuale che non lascia scampo agli avversari, dimostrando ancora una volta che è proprio contro i più forti, che sanno dare del loro meglio.

Più l’ostacolo è alto, più i nostri ragazzi sembrano saper saltare in alto, sostenuti dai compagni. E proprio come in una touche rugbistica, il piano partita vede i ruoli 5 e 2, presi per i pantaloncini e alzati verso il cielo dai ruoli 3 e 4. Infatti a quest’ultimi tocca la parte più difficile della partita, arginare i migliori giocatori avversari, in una partita di enorme sacrificio e grande sforzo difensivo. Al contrario, in attacco, la scelta tattica è affidarsi ai Pivot e ai ruoli 5 che metteranno a referto la maggior parte dei punti.

I Baskings portano a casa la pelle dell’orso anche questa volta, e guadagnano per il terzo anno consecutivo la finale del torneo di Pesaro, sul campo del Cristo Re. Campo tanto caro alla nostra squadra perché è dove ben quattro anni fa i Reggio Emilia Baskings fecero il loro esordio nel Baskin giocato, proprio contro Pesaro, ancora nella sua versione animalesca, ancora Lupo. Giocando una partita che resterà per sempre nel cuore di chi già c’era, e negli annali per chi ci sarà.

È già tempo di finale. La sveglia non è prestissimo visto che si gioca alle 11:00, ma quando suona sono comunque già tutti svegli, qualcuno è persino andato a fare un giro per stemperare la tensione. Ultima colazione della vacanza e di nuovo in camera a finir di fare le valigie. Poi prima di andare al campo, convocazioni, consegna delle maglie Blu e soprattutto tatuaggi come se non ci fosse un domani. E completata la prima sfida della giornata: trovare parcheggio; finalmente si arriva al campo del Basket Giovane.

Ad attendere i nostri, come in un film Western, il sole a picco, la polvere (detta anche sabbia per i meno poetici), l’abbeveratoio per i cavalli (chiamato anche secchio con la spugna), il saloon come sfondo (La Cira sempre per chi non sogna), ma dall’altra parte della strada non il solito antagonista brutto e cattivo che aspetta il duello con una bomba impressa sul petto al posto della stella da sceriffo. Questo destabilizza e spaesa i nostri, che nelle ultime due edizioni avevano sempre dovuto confrontarsi con il padrone di casa in finale.

Quest’anno invece, ad accogliere i Baskings, tutta un’altra ambientazione rispetto a quella Western. Questa volta il campo del Basket Giovane sembra più un’arena dell’antica Grecia costruita fra bronzi e capitelli, e ad attendere i nostri ragazzi una corazzata di guerrieri, gli Spartani, Ahù, con gli scudi in mano e il cimiero sull’elmo di colore biondo platino, che sotto il sole a picco di Pesaro riflette la luce e acceca gli avversari. Quella che andrà in scena sarà una sfida del tutto nuova per i nostri Baskings.

La partita vede subito una netta contrapposizione fra lo stile delle due squadre che giocano in maniera opposta, infatti gli Spartani decidono di iniziare la partita con doppio 3 mentre i Baskings optano per il doppio 4. Per tutto il corso della sfida, la battaglia si giocherà su due piani paralleli: se in campo sono le gambe a fare la differenza nel provare a stare davanti all’avversario, in panchina è un vero e proprio braccio di ferro fra i due allenatori che proveranno a trarre vantaggi cambiando di continuo la formazione messa in campo.

All’intervallo la partita è ancora in pieno equilibrio, 55 a 51 per i Baskings, trascinati a forza sulle spalle tatuate dei propri Pivot. Questa loro prestazione permette ai giocatori di movimento di salvare qualche energia in più da poter spendere nel secondo tempo, ed infatti è proprio sul finire del terzo quarto che gli Spartani iniziano ad accusare la fatica e qualche fallo di troppo, mentre i reggiani, ormai esperti conoscitori del campo e delle sue condizioni estreme in finale, tirano dritto per la loro strada.

Ci sono solo due modi per riuscire ad avere la meglio contro una squadra che segna in media più di cento punti: segnare ancora più di loro, o difendere alla morte. E i Baskings per essere sicuri fanno entrambe le cose, chiudendo la finale sul punteggio di 110 a 95 in loro favore. Un capolavoro di partita che segna il record di punti segnati per i BiancoBlu e sigla l’ennesima ottima ultima prestazione dell’annata, chiudendo in bellezza un altro anno da incorniciare.

Spartani che da veri guerrieri si meritano tutti gli onori del caso per aver spinto anche oltre il limite i Baskings, e per aver regalato grande spettacolo in una finale davvero entusiasmante. La partita, per quanto sia stata una finale all’ultimo sangue, si conclude fra i sorrisi e gli abbracci, come deve sempre essere su un campo da Baskin. Sono questo tipo di partite che ci permettono di migliorare come singoli e come squadra, obbligandoci a giocare al nostro meglio dalla prima all’ultima palla in gioco.

A sottolineare il livello assoluto della partita conclusiva del torneo appena andata in scena, la vittoria da parte di un ruolo 3 di Opera del premio di MVP del torneo, ma soprattutto il premio di MVP della finale assegnato alla nostra Pivot in maglia Numero 26, che ha sfoderato tutte le sue attese abilità in una partita così importante. Questa prestazione è la dimostrazione che la perseveranza e l’attaccamento alla squadra ripagano sempre, e che se la fiducia negli allenatori si unisce alla fatica in palestra, i risultati non possono che essere dei migliori.

Tanto per non farsi mancare nulla, una volta finite le premiazioni, anche la sorpresa finale, una proposta di matrimonio che sa di dolcezza, gentilezza amore e sincerità. Tutte le cose che si sono respirate su questi stupendi campi in questi giorni pazzeschi. E mentre ripensiamo a tutti i bei momenti passati in quel di Pesaro che già non vediamo l’ora che arrivi l’anno prossimo per tornare, anche se questa volta non sappiamo proprio come potrete fare per superarvi ancora una volta!

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